I tratturi

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Viali larghi oltre 1oo metri, i tratturi sono testimonianza delle civiltà che hanno vissuto ed attraversato il territorio nei secoli, dagli uomini preistorici ai sanniti ed i romani, dai normanni nel XII secolo ai pastori della metà del Novecento, che fino ad allora continuavano ad utilizzarli per lo spostamento delle greggi verso il mare.

 

"Non sono molti i posti, neppure nell'Italia nascosta, dove la

vacanza è ancora scoperta personale, fatto da raccontare.

Nel Molise questo posto esiste e il fatto da raccontare è

dato dai tratturi, autostrade d'erba che animarono nel corso

dei secoli una civiltà chiamata transumanza."

Natalino Paone

 

I tratturi rappresentano il passato antico e recente di questa zona d’Italia: di origine antichissima sono delle vere e proprie "autostrade verdi" in cui, fino a poche decine di anni fa si spostavano i greggi durante la transumanza.

Questo trasferimento avveniva all'inizio dell'autunno, quando le montagne diventavano troppo fredde e inospitali per gli animali ed i pastori erano costretti a trasferire le greggi verso il mare, in Puglia, dove trovare verdi pascoli. Passato il periodo invernale si riprendeva il viaggio per tornare nelle proprie terre e riportare le mandrie sui monti.

Lungo i loro tracciati sono nati e si sono sviluppati oltre 70 centri in tutto il Molise, tra questi sono comprese le importanti città di Campobasso, Isernia e Bojano. Abbandonati da diverso tempo per il passaggio di persone, animali e merci, sono oggi veri e propri musei all'aperto, testimonianze storiche e culturali che mostrano la stratificazione prodotta nel tempo dal susseguirsi di numerose civiltà, oggi nuovamente pronti ad accogliere l'uomo alla ricerca di se stesso in sella a un cavallo, a piedi, in bicicletta, o sul carro d'un tempo.

I tratturi, incredibile rete viaria, avevano regole ben precise. Furono non solo strade, ma anche pascoli per le greggi in transito. Non solo corridoi di scorrimento, ma anche assi viari dotati di servizi per uomini e animali. Non solo fonte di reddito ma anche fenomeno politico, sociale e culturale che ha segnato in modo indelebile le regioni che attraversavano.

Alla loro sicurezza e manutenzione dovevano provvedere in particolare i Comuni: "...s'ordina, che si tenghino li tratturi ampli e spatiosi almeno di trapassi sessanta" (il trapasso altro non era che il passo, misura lineare in uso in quell'epoca nel Tavoliere di Puglia e corrispondente a 7 palmi del valore ciascuno di 263,67 mm).  Disposti come i meridiani (tratturi) e i paralleli (tratturelli e bracci), essi formarono una rete viaria a maglie strette che copriva in modo equilibrato e uniforme ben 1360 Km di territorio, compresi fra gli Abruzzi e le Puglie, dalla costa adriatica fino al Matese.

 

La vita del pastore

Le mogli del pastore, le cosiddette vedove bianche, vedevano i mariti, che erano impegnati nella transumanza per gran parte dell'anno, davvero molto raramente. Per questo ai pastori sposati era concessa la quindicina, una breve licenza che permetteva loro di tornare in paese ogni quindici giorni.

"E' dei pastori ammogliati la maggior letizia della vita. Essi discendono dalla montagna con gli occhi pieni di desiderii e col cuore tremante di emozione; e quando dopo tre giorni riprendono la strada del procojo (tipico rifugio montano con le pareti di muro a secco), la loro voce è più dolce e le loro gambe più leggere". Questa la colorita descrizione  de la quindicina scritta da un cronista dell'epoca.

 

I Tratturi della Provincia

Il Tratturo Celano - Foggia attraversa la provincia passando per i centri di Bagnoli del Trigno, Pietrabbondante, Agnone (nei pressi della località Staffoli).

Sul Tratturo Lucera - Castel di Sangro si trovano i comuni di Civitanova del Sannio, Chiauci, Pescolanciano, Poggio Sannita, Capracotta, San Pietro Avellana, Carovilli, Agnone, Pescopennataro, Castel del Giudice, Vastogirardi.

Il Tratturo Pescasseroli - Candela che passa per Isernia, Pietrabbondante, Agnone e Capracotta.

Il tratturello che collega il Celano - Foggia con il Castel di Sangro - Lucera passa alla periferia di Carovilli, dove si trova la chiesetta dedicata a San Domenico che conserva una lapide su cui sono incisi il tariffario ed una sentenza del tribunale della Dogana, istituzione che regolava il passaggio delle greggi sui tratturi.

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