I fiumi e laghi

La provincia di Isernia, sotto il profilo idrografico, è costituita dai bacini dei fiumi Vandra, Verrino, Trigno, Volturno e Sangro, nonchè da numerosi torrenti e valloni intermedi. Non è una zona ricca di laghi: ne è presente soltanto uno veramente rilevante, il lago di Castel San Vincenzo.

Il fiume Vandra, che nasce nei pressi del comune di San Pietro Avellana, ai confini con l’Abruzzo, ha caratteristiche diverse rispetto al Volturno, caratterizzato prevalentemente da acque calcaree. Esso è infatti a carattere torrentizio ed attraversa terreni argillosi e impermeabili, presentando una limpidezza elevata, tanto che nel tratto di Forlì del Sannio è possibile praticare la pesca a mosca.

Il fiume Trigno nasce nei pressi di Vastogirardi, e la prima porzione  lunga 35 km si trova in territorio molisano, costeggiando il tratturo Castel di sangro - Lucera, mentre per gli altri 45 km scorre sul confine tra Molise ed Abruzzo. Famoso per la sua folta vegetazione, costituita perlopiù da salici, pioppi, maggiociondoli, cerri ed abeti, è l’habitat ideale per aironi, germani reali, cenerini e nitticore e, per quanto riguarda la fauna acquatica, trote e gamberi.

Il Sangro, con un corso di 122 km di corso, è un fiume dell'Abruzzo meridionale, che nasce nel Parco Nazionale d'Abruzzo dalle pendici del Monte Morrone del Diavolo (1.602 m) nel comune di Pescasseroli, in provincia de L'Aquila. Questo fiume scorre per un brevissimo tratto in Molise per poi rientrare definitivamente in Abruzzo nei pressi di Quadri.

Il torrente Verrino, che nasce al di sotto dell’abitato di Capracotta, in località Ara Petrecca, è alimentato da numerose sorgenti tra cui La Spogna ed affluiscono ad esso molti valloni come il Malcarpo, il Vallone dell’Arco, il Vallone Zilluso, il Vallone del Cerro, il Torrente Gamberale, il Vallone di Poggio. Il primo tratto è tra i più suggestivi e interessanti dal punto di vista vegetazionale, faunistico e paesaggistico. Le cascate e le cascatelle, alcune inaccessibili, si susseguono in pochi km con salti d’acqua e con un dislivello complessivo di circa 300 mt. Altri aspetti de paesaggio sono le pareti rocciose su cui crescono, in maniera spontanea, specie vegetazionali, numerose e molto variegate, alcune tipiche della macchia mediterranea nonostante l’altitudine. Superato il lungo ponte di Agnone, il fiume perde il suo carattere torrentizio per confluire in località Sprondazino nel fiume Trigno; in questa ultima parte del percorso il fiume è stato canalizzato e l’intervento dell’uomo ne ha alterato il percorso.

Attrazione turistica per migliaia di turisti è il Lago di Castel San Vincenzo, un  gioiello naturalistico, sebbene sia un bacino artificiale realizzato alla fine degli anni Cinquanta. Con una superficie di oltre 6100 mq e a sua capacità di oltre 10 milioni di metri cubi di acqua rappresenta per molti il luogo ideale per trascorrere le vacanze in totale relax. Il lago, alimentato da torrenti provenienti dalla montagna spaccata dei comuni di Alfedena e Barrea e popolato da salmonidi e altri pesci d'acqua, è spesso meta di turisti appassionati di pesca. Fornito da una splendida area attrezzata per il campeggio di viaggiatori in camper e caratterizzato dalla presenza di un maneggio, dove trovare splendidi esemplari di cavallo per passeggiate nelle zone limitrofe al lago. Seppur  artificiale, il lago è perfettamente armonizzato con lo scenario naturalistico e paesaggistico circostante, essendo circondato dalle montagne, appartenenti alla catena delle Mainarde, che si specchiano nelle sue acque disegnando suggestivi giochi di luce.

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