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Genuina e saporita nei suoi ingredienti, la cucina delle provincia di Isernia è frutto dello stretto rapporto con il territorio e rivela una forte identità ed un solido legame con i prodotti della terra, del bosco e del fiume.

I pentri, la cui radice linguistica deriva dal celtico "pen"  e significherebbe "popolo dei monti", appartenevano ad una delle tribù dei Sanniti che viveva sulle montagne corrispondenti all'attuale Alto e Medio Molise. L'eponimo evidenzia quindi la connessione che il popolo aveva con il territorio occupato, un legame confermato nel tempo da poeti che hanno definito i Sanniti "montani et agrestes", gente di montagna e contadina.

Ed è proprio nelle montagne e nei boschi che abbondano i funghi, ingredienti essenziali di gustosissime ricette tradizionali.  Con la polpa compatta bianca, il gambo tozzo e denso, il colore bianco nocciola chiaro, il porcino è ottimo se consumato nei primi e secondi piatti della tradizione, oppure può essere essiccato e consumato successivamente. Il gallinaccio con la cuticola variabile dal giallo vivo al giallo arancio, la superficie inferiore composta da numerose pliche lamellari, il gambo slanciato, la polpa soda e compatta, è uno dei funghi più conosciuti;  si raccoglie nel periodo di giugno-luglio e settembre-ottobre in condizioni climatiche di caldo umido ed assenza di ventosità. Dimensioni variabili e colore rosso-arancio, ha il fungo d'abete, sovente macchiato da piccole chiazze di colore verde scuro e caratterizzato da lamelle fitte, sottili ed ineguali. Particolarmente ricercato è quello di piccola pezzatura per la conservazione sott'olio, ha un sapore piuttosto acre ed un odore di frutta e può essere consumato in vari modi.  Il prataiolo, con lamelle fitte e strette che cambiano colore nel tempo e  variano dal bianco pallido, passando per il rosato, fino al bruno-nerastro, macchiandosi alla minima pressione, è facilmente reperibile nei prati da aprile ad ottobre e trova varie utilizzazioni in cucina a seconda degli usi e tradizioni delle località in cui viene raccolto.

Legata alla salubrità e all'abbondanza delle acque, è la trota fario, pesce d'acqua dolce, di media grandezza, corpo slanciato e caratteristici puntini rossi, allevate a Rocchetta al Volturno, in vasche di cemento piene di acqua di origine sorgiva, quindi di ottima qualità. Presente dalle sorgenti del Volturno fino alla Località Cartiera di Castel San Vincenzo, il gambero di fiume è un piccolo crostaceo dall'aspetto piuttosto robusto che raramente supera i 12 cm di lunghezza totale e che colonizza prevalentemente torrenti e piccoli corsi d'acqua montani e collinari ed ha il suo habitat nei corsi d'acqua con molta vegetazione dove riesce a procurarsi le sostanze animali e vegetali di cui si nutre.

Anche il miele è molto diffuso sul territorio; era prodotto in abbondanza nelle campagne, durante l'ultimo conflitto mondiale, come succedaneo dello zucchero, difficile da reperire. Nell'ultimo trentennio erano molti gli agricoltori che possedevano da 5 a 20 alveari per soddisfare le esigenze della propria famiglia. La raccolta del miele veniva considerato un evento importante quanto la vendemmia, che capitava nello stesso periodo.

Caratterizzato da sfumature diverse e molto apprezzato è il miele millefiori. Forte e corposo si presta alla maggior parte degli utilizzi tradizionali in cucina, ottimo con bevande calde, spalmato su pane e fette biscottate ed esaltato da latte e latticini. Tipicamente vanigliato e confettato è il miele di acacia,  dall'odore leggero, dal sapore delicato e dolcissimo, con sentori di vaniglia. Consigliato dai pediatri in aggiunta al latte vaccino fin dal primo anno di vita, è un miele che generalmente piace a tutti e ben si presta a essere usato come dolcificante, non modificando il sapore delle sostanze cui è aggiunto.  Il miele di sulla ha proprietà diuretiche e corroboranti ed è ricco di vitamine (A - B - C). Disintossicante del fegato ed ottimo regolatore dell'intestino, è tipico dei paesi di Carpinone e Castelpetroso. Particolarissimo il miele di girasole, dal sapore non molto dolce, asciutto, con aroma di polline, consigliato nella cura del colesterolo. Oltre ad avere proprietà febbrifughe e diuretiche, è antinevralgico e favorisce la calcificazione delle ossa;  altrettanto caratteristico e peculiare il miele di castagno, dal colore bruno scuro e dal sapore intenso e pungente con retrogusto leggermente acre che ricorda il sapore delle castagne. Il suo gusto amaro e il suo aroma forte non lo rendono adatto a dolcificare, ma piuttosto a insaporire o aromatizzare; si sposa bene con il pane, eventualmente accompagnato dal burro.


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