I sapori locali

Sapori decisi e ingredienti genuini. Questa la ricetta che rende unica e speciale la cucina delle Terre Pentre

Un'aria di medioevo contadino, domestico e livellato, probo, tenace, fortemente attaccato alle tradizioni, fedele alle antiche leggi dell'ubbidienza”. Ad affermarlo è nel 1941 per Il Giornale d'Italia lo scrittore molisano Francesco Jovine. Formaggi e latticini, grigliate di carni ovine e suine, nonché le varianti di pasta con cereali e ortaggi contraddistinguono la cucina molisana.

Unita a verdure e legumi locali, le diverse tipologie di pasta consentono di portare in tavola piatti caratteristici ed invitanti. Dalle taccozzelle con i fagioli di Carpinone, arricchite da un robusto trito di lardo e da cospicue aggiunte di peperoncino, alle risciuscie con cereali e legumi. Senza tralasciare la polenta che,  nei suoi vari condimenti, è presente in tutto il territorio pentro, ora accompagnata con squisiti sughi di maiale o di agnello, ora con verdure. In altri casi la polenta è ideale contorno di salsicce cucinate alla griglia: viene preparata piuttosto soda, poi tagliata a fette e arrostita sulla griglia con le salsicce cui si accompagna.

Preparati secondo antiche tradizioni, anche i piatti a base di carne occupano un posto di rilievo nella gastronomia locale. L’usanza del mangiare carne di pecora è diventata una tra le sagre più caratteristiche della regione, quella della pezzata di Capracotta. Legata alla civiltà della transumanza, la sagra si svolge nella zona dei pascoli estivi di Prato Gentile, a milleseicento metri di quota, ove gruppi folcloristici intrattengono gli spettatori con canti e balli mentre i pastori preparano la pietanza.

Ricca è la produzione casearia delle zone montane. A deliziare il palato, anche dei meno attenti degustatori, sono la scamorza, la stracciata e il caciocavallo di latte vaccino  dell'Alto Molise in particolare  di Vastogirardi,  Carovilli,  Agnone e Frosolone. Particolarmente prelibati sono i prodotti di latte caprino e di pecora di Capracotta.

Alla cipolla, ed in generale ai prodotti della terra, è dedicata la fiera dei Santi Pietro e Paolo, il 29 giugno ad Isernia. Questa è ufficialmente la fiera delle cipolle, particolarmente saporite nel contado della provincia pentra: le bancarelle le espongono confezionate in trecce e festoni, e nei ristoranti della città si preparano piatti a base di cipolle. Fu il conte Ruggero di Celano a istituire questa ricorrenza nel 1254, stabilendone la data per i riti dedicati a San Pietro e la credenza popolare vuole che quelle acquistate in occasione della fiera siano più buone e abbiano grandi poteri medicinali.

Ed infine i dolci, un ambito molto significativo che permette l'incontro di tradizioni diverse, legate alla storia del territorio e alle ricorrenze religiose o familiari, ma mette anche in risalto le diverse influenze che hanno lasciato traccia nel corso dei secoli.

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