La lavorazione delle zampogne

La zampogna, espressione e testimonianza di una civiltà contadina e pastorale millenaria, dal 1975 è anche momento di divertimento, di aggregazione, di confronto e scambio culturale con l’appuntamento estivo del Festival Internazionale della Zampogna di Scapoli, il quale, anno dopo anno, riscuote sempre più successo ed attira musicisti, cultori della zampogna da tutta Europa e semplici turisti intenzionati a calarsi nella realtà culturale locale. Anche grazie a questa manifestazione la zampogna si è finalmente scrollata l’etichetta di strumento musicale povero e natalizio.

Nell’attuale tradizione musicale della regione, la zampogna è uno strumento legato principalmente alla cultura di due paesi, Scapoli e Castelnuovo, comunità nelle quali rimane attivo un buon numero di zampognari. Scapoli, invece, svolge un ruolo diverso, in quanto, oltre a registrare una cospicua presenza di suonatori, è il centro di produzione degli strumenti. Gli artigiani scapolesi custodiscono gelosamente nelle loro botteghe i segreti della costruzione della zampogna che si rifà a tecniche antichissime.

A Scapoli, iniziative a salvaguardia e promozione della tradizione artigianale della zampogna sono il Circolo della Zampogna, istituito a fine 1991, e il Museo Nazionale della Zampogna, inaugurato nel 2002, che oltre ad esporre strumenti italiani e stranieri, è dotato di una sala insonorizzata per l’accordatura delle zampogne la quale, come noto, deve avvenire in assenza di eco. All’interno del Museo trova spazio anche la riproduzione di un’antica bottega artigiana. L’obiettivo principale del Circolo è creare, nel piccolo centro molisano, un polo di documentazione, tutela e valorizzazione dell’antico strumento ad otre.

Esso è riuscito nell’ulteriore intento di risvegliare l’interesse locale e nazionale nei confronti di questo strumento e  fare di Scapoli un punto di attrazione turistica in grado di richiamare nell’area un numero maggiore di visitatori, in sintonia con la nuova realtà venutasi a creare anche in seguito all’inserimento nel comprensorio delle Mainarde nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Oggi la zampogna ha recuperato la sua dignità, al punto da trovare spazio anche nei più prestigiosi concerti, non soltanto di musica etnica.

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