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Viaggio sulle antiche rotaie della provincia pentra

Un modo alternativo di attraversare il territorio gustando con tranquillità panorami e scorci nascosti che solo un viaggio in treno può offrire, su uno dei tratti più suggestivi ed antichi delle ferrovie italiane.

Ai viaggiatori vengono offerti scorci mozzafiato, fra paesaggi in controluce, boschi e vedute panoramiche. Cullati dal dondolio dei vagoni si vivrà un'esperienza che difficilmente si potrà dimenticare in questa era caotica e tendente a svolgere più attività nel minor tempo possibile.

La linea ferroviaria percorsa è una delle più belle ed antiche di Italia, progettata nel finire del 1800 per collegare e rendere più facilemente raggiungibile Napoli, ai cittadini abruzzesi e molisani. Un tratto caratterizzato da una forte tortuosità e dal superamento di numerose pendenze: si passa infatti dai 222 metri sul livello del mare di Venafro, ai 631 di Carpinone, dai 923 di San Pietro Avellana fino alla stazione abruzzese di Rivisondoli, situata a 1267 metri.

Per realizzare tutta la tratta fu necessario effettuare oltre quattrocento opere fra ponti, viadotti, acquedotti, gallerie, fra le quali, una sotto il Monte Pagano lunga 3109 metri e una sotto il Monte Totila, di 2175 metri.

Durante la seconda Guerra Mondiale, il tratto ferroviario, arteria cruciale a cavallo della linea Gustav, è stato distrutto in più punti durante la ritirata dei tedeschi. Nel dopoguerra la ricostruzione ha interessato anche questa importante arteria ferroviaria, e dopo anni di lavori e di attesa, il 9 Novembre 1960 un treno speciale ha inaugurato la riapertura dell’intera Sulmona – Carpinone, passando per San Pietro Avellana, fino ad arrivare a Venafro.

Passeggiando per Venafro

Tappa rientrante nell'itinerario "Viaggio sulle antiche rotaie della provincia pentra"

Scesi alla stazione di Venafro, si procede lungo Corso Vittorio Emanuele III, passando attraverso la zona nuova della città. Si continua su via Iosso e via Cuoco, proseguendo verso piazza Vittorio Veneto si entra nel centro storico, caratterizzato da stretti vicoletti che di tanto in tanto si allargano su graziose piazzette.

Si raggiunge il Castello Pandone attraversando Piazza Cimorelli, via Redenzione e via Giordano. Ci si trova nella parte più elevata della città, dove la popolazione si era ristretta per sottrarsi alle scorrerie barbariche ed alle successive incursioni dei Saraceni. Da non perdere la visita al suo interno ed una passeggiata lungo il suo perimetro.

Si prosegue verso via delle Mura Ciclopiche (dove si trovano gli scavi del teatro romano e dell'odeon) per raggiungere la Cattedrale, caratterizzata dalla sua posizione al di fuori della cinta cittadina, segno della sua antica origine precedente l'epoca longobarda. Effettuata la visita, si prosegue per via Duomo e via De Amicis, lungo la quale, sulla sinistra, si trova la chiesa di San Francesco, con il suo portale di origine gotica, arricchito a seguito di varie ristrutturazioni, da una statua della Vergine contornata di putti e di stucchi decorativi.

Poco distante, si trova l'ex convento di Santa Chiara, al cui interno è presente il Museo Nazionale. Anche qui è consigliata una visita per poter ammirare le iscrizioni, i vasi, i monili e le sculture decorative risalenti al periodo romano, fra le quali la famosa Venere. Scendendo per via Garibaldi si giunge a Piazza Porta Nuova, dove si trova la chiesa di San Sebastiano. Da qui si scorge il laghetto e l'adiacente Palazzina Liberty. Attraversando la villa comunale si giunge a via Mulino, si attraversa corso Campano e ci si immette in via Anfiteatro.

Si attraversa via Colonia Giulia e si raggiunge il Verlasce, anfiteatro romano su cui sono state costruite nei secoli, diverse abitazioni. Proseguendo per via delle Milizie e via Volturno si completa il giro giungendo alla stazione ferroviaria.


Consigliata: mesi primaverili
Esperienza richiesta: cultura T - turistica

Beni principali associati
Castello Pandone Castello Pandone - Venafro
Il castello dei Pandone, che prende il nome dalla famiglia che per quasi un secolo ne fu proprietaria, è posto a margine dell’abitato sul Colle Sant’Angelo che domina la città di Venafro. Frutto di numerose stratificazioni edilizie che ne hanno condizionato la forma, l’edificio, oggi restaurato , è spesso utilizzato per convegni e mostre.
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immagine Museo Archeologico - Ex Convento di Santa Chiara - Venafro
Il Museo Nazionale di Venafro, sito nel complesso monumentale dell’ex convento di S. Chiara, custodisce numerosissimi reperti archeologici, alcuni molto prestigiosi, che costituiscono un’ampia esposizione della realtà pubblica e privata della città di Venafro e del suo territorio in epoca romana ed in particolare nella fase in cui fu colonia agustea.
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A piedi per le vie di Isernia

Tappa rientrante nell'itinerario "Viaggio sulle antiche rotaie della provincia pentra"

Uscendo dalla stazione ci si ritrova in Piazza della Repubblica, dove si può ammirare la pregevole scultura del maestro abruzzese Pietro Cascella, realizzata in pietra lavorata, simboleggiante l'incontro.

Si procede verso sinistra, su corso Garibaldi, strada principale della città. Scendendo si incontrano la villa comunale, un tempo sede della famosa "fiera delle cipolle"; il palazzo di Giustizia, inaugurato nel 1968 dal presidente del consiglio on. Aldo Moro, sorto al posto di un monastero del 1500.

Ci troviamo in piazza Tedeschi, da qui si accede al Parco della Rimembranza, dove negli anni '20 fu eretto il monumento in memoria dei caduti della Prima Guerra Mondiale. Attraversato il Parco ed usciti dal cancello inferiore, si trova sulla destra l'edificio dell'ex lavatoio, ristrutturato ed utilizzato periodicamente per l'allestimento di mostre.Continuando a scendere si attraversa via Lorusso e si giunge in piazza Carducci, dove si affacciano Palazzo Jadopi, in ristrutturazione per ospitare gli uffici della Regione Molise, e palazzo Cimorelli-Belfiore.

Proseguendo si arriva in piazza Celestino V, caratterizzata dalla pavimentazione bianca su cui spiccano lastre nere, indicanti il perimetro delle case che ivi sorgevano prima del bombardamento del 1943. In questa piazza si trova il monumento simbolo della città, la Fontana Fraterna. Inoltre la tradizione vuole che nel luogo in cui è stata posta la statua di San Pietro Celestino V, si trovasse la sua casa natale. Si prosegue per corso Marcelli e si raggiunge la Cattedrale di San Pietro Apostolo, con il suo maestoso atrio, l'interno caratterizzato dai marmi colorati del pavimento e degli altari, e dagli affreschi della cupola e della parete della navata centrale. Accanto al duomo sorge la torre campanaria medievale, attraversando la quale ci si addentra nella parte più storica della città.

Continuando a scendere si raggiunge piazza Marconi, dove si trovano la chiesa di San Francesco e l'ex convento oggi sede del municipio. Proseguendo si arriva al museo di Santa Maria delle Monache, allestito in un ex convento, dove sono conservati reperti risalenti al paleolitico ed al periodo sannitico-romano.

Proseguendo si giunge ad uno spazio verde, dove si possono ammirare alberi secolari  e voltando a sinistra si intravedono le mura poligonali, risalenti. Si può risalire la città tornando indietro o passando per via orientale, da dove si può ammirare il santuario di S.S. Cosma e Damiano, o per via occidentale, dove si trova il caratteristico ponte dei 25 archi.


Durata della tappa (in giorni): 1
Consigliata: mesi primaverili
Esperienza richiesta: cultura T - turistica

Beni principali associati
Fontana Fraterna Fontana Fraterna - Isernia
La Fontana Fraterna è un’elegante fonte pubblica con sei getti d’acqua, dalle inusuali forme di un loggiato, realizzata con blocchi di pietra calcarea compatta.
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Santa Maria delle Monache Complesso di Santa Maria delle Monache - Isernia
Costruito in epoca altomedievale su preesistenze presumibilmente già dell'epoca ellenistica, il complesso monumentale di Santa Maria delle Monache, situato nel centro storico di Isernia, è uno tra i monumenti più antichi e importanti della città.
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Museo Archeologico Santa Maria delle Monache - Isernia Museo Archeologico Santa Maria delle Monache - Isernia
Il Museo Archeologico di Isernia raccoglie una notevole e straordinaria collezione di reperti di diverse epoche, provenienti non solo dal territorio provinciale ma da tutta la regione Molise.
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Palazzo Jadopi Palazzo Jadopi - Isernia
Il Palazzo sito in Piazza Carducci ad Isernia, appartenne alla nobile ed antica famiglia Jadopi la cui presenza ad Isernia è documentata sin dal 1604. L’edificio originario fu costruito nel 1792, ampliato all’inizio del XIX secolo fu completato da Stefano Jadopi nei primi anni della seconda metà del 1800.
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Cattedrale San Pietro Apostolo - Isernia Cattedrale San Pietro Apostolo - Isernia
La cattedrale di Isernia si erge nel centro storico della città. Custodisce al suo interno numerosi tesori artistici, come la bellissima icona di Maria "Via Lucis" e i dipinti di Raffaele Gioia e di Amedeo Trivisonno.
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GIS
fotogallery
Azioni sul documento
Comuni: Isernia, Pescolanciano, Carovilli, Carpinone, San Pietro Avellana
  • Paesaggio naturale
Periodo storico: medioevo, paleolitico, sannitico
Tematismo: arte storia e cultura
Periodo consigliato:
Altro
  • Accesso facile con supporto fino alla meta
Siti web: