Sulle tracce della Resistenza

Un itinerario escursionistico sulle Mainarde, catena montuosa a confine tra Lazio e Molise, parte integrante del Parco Nazionale di Abruzzo Lazio e Molise, nota per aver visto nascere ed operare il Corpo Italiano di Liberazione.

«Durante la notte, improvviso si scatenò il combattimento. Dato l’allarme, l’artiglieria entrò in azione sugli obiettivi prestabiliti; nel cielo nero lassù verso il Marrone guizzavano vampe di colpi in arrivo ed i razzi tracciavano più in alto sottili parabole di colore. Interrotti i collegamenti colla cima non si sapeva più che cosa pensare. Passammo momenti di ansietà, poi il crepitio delle armi automatiche si fece più rado e verso l’alba si spense; sapemmo poco dopo che la situazione era ristabilita. Verso le 3,30 le vedette udirono rumori sospetti, poi uno schianto vicino al bosco, probabilmente uno scoppio di una mina in cui qualcuno era incappato; l’oscurità era fitta ed una nebbia spessa gravava sul versante occidentale. Alle 3,30 un tiro intenso di artiglierie e di mortai, accompagnato dal lancio di numerose bombe da fucile, si abbatté sulle posizioni per qualche minuto; poi gruppi di assalto attaccarono vigorosamente puntando sulla selletta e contemporaneamente cercando di avvolgere dall’interno la cima nord».

Monte Marrone è passato alla storia per essere stato il luogo di un'importante azione bellica nella primavera del 1944, quando il I Raggruppamento Motorizzato italiano e truppe polacche riuscirono ad avanzare sulla linea di fortificazione tedesca "Gustav".

Il grande valore dell'impresa influenzò particolarmente dal punto di vista morale e motivazionale, con forte risonanza presso le fonti italiane ed alleate. Dalle ceneri del Raggruppamento Motorizzato, guidato dal generale Umberto Utili, nacque il Corpo Italiano di Liberazione. Il tracciato dell'itinerario interessa il versante a est della catena delle Mainarde, caratterizzato proprio dalle balze rocciose del Monte Marrone e da un ambiente selvaggio, con cuspidi rocciose, profonde incisioni e rugosità.

Con i suoi 1770 metri domina la valle del Volturno e rappresenta il più pericoloso osservatorio dal quale i tedeschi sorvegliavano il settore franco-italo - polacco. Alle spalle verso il Lazio, la vetta del Monte Mare, più alta ma dal versante più dolce, separata da un piccolo pianoro ricco di acque procurate dallo sciogliersi delle nevi che permangono fino a primavera inoltrata.

La flora presente è tipica degli ambienti di montagna, costituita da genziane e crochi, ed in primavera il pianoro è multicolore  per la presenza di ranuncoli. Nelle rocce e nei brecciai vari tipi di sassifraghe. La riccheza del bosco costituisce ed ha costituito risorse per la produzione del legno. Lo testimonia il ritrovamento di piccoli elementi meccanici di una teleferica che costituiva il mezzo per il trasporto a valle dei tronchi.

Monumento alla Liberazione

Tappa dell'itinerario "Sulle tracce della resistenza"

La partenza di questo itinerario è già in alta quota. Dalla piazzola del monumento al Corpo Italiano di Liberazione si prende la stradina che sale verso l'altura. La pendenza è notevole, tra tornanti e ripidi tratti di strada si giunge ad un piccolo spiazzo dove si ci può rinfrescare ad una fontana-abbeveratoio. Il panorama si affaccia sull'ampia valle del Volturno.

Si continua lungo un breve percorso pianeggiante per poi, superato un piccolo vallone, risalire fino alla zona di captazione, dove si scorge un nuovo abbeveratoio. Si sale ancora e superato un torrente si affrontano una serie di ripidi tornanti attraverso alberi di faggio, che portano al Pianoro. Sulla destra del Pianoro si nota il Monumento alla liberazione, una imponente croce su cui è poggiata un'aquila con le ali spiegate, raggiungibile in 10 minuti.

Da qui il panorama offre la vista su Monte Miletto, la Majella, i monti di Capracotta e Vastogirardi, quelli di Frosolone. In basso il Lago di Castel San Vincenzo, e i centri abitati di Scapoli e Rocchetta a Volturno.


Durata della tappa (in giorni): 1
Consigliata: mesi primaverili, tutto l'anno
Esperienza richiesta: sentiero EE - escursionisti esperti

Beni principali associati
imageinnercontentproxy.2011-09-15.3497573628 Lago di Castel San Vincenzo
Uno spicchio di azzurro nel verde del Parco Nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise, uno specchio nel quale si riflette lo splendore delle Mainardi ed il medievale centro abitato di Castel San Vincenzo.
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mg_5877.jpg Scapoli
Posto ai piedi del Monte Marrone, teatro di scontri nel secondo conflitto mondiale, è famoso per la produzione artigianale delle zampogne.
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Rocchetta a Volturno - Rocchetta Alta Rocchetta a Volturno
Di origine Benedettina, Rocchetta al Volturno è famosa per la presenza dell' Abbazia di epoca Medievale di San Vincenzo al Volturno.
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Monte Mare

Tappa dell'itinerario "Sulle tracce della resistenza"

Sul lato opposto il Monumento alla Liberazione, si innalza Monte Mare, meta ultima dell'itinerario. Qui la vista è allietata da panorami mozzafiato e camosci al pascolo. L' erosione dei venti e delle acque ha lasciato tracce palesi in gole e calanchi. Si offre agli occhi dell'escursionista uno spettacolare manto erboso, habitat ideale per particolari tipi di fauna in via di estinzione; tra le rocce è possibile vedere una piccola capanna, scelta come rifugio da Charles Moulin pittore eremita, soffermatosi in quel luogo fino alla metà degli anni 50. Luogo scelto, in epoca più remota, dal Brigante Centrillo.

Si ridiscende verso il Pianoro e si inizia la faticosa risalita, seguendo il crinale del monte, senza un  sentiero ben definito; si sale poi fino ai 2000 metri, percorrendo il crinale finale lungo il ripido bordo di un catino. Sulla destra è possibile ammirare il versante laziale del monte e il grazioso lago di Cardito.

Per la sua importanza sia dal punto di vista naturalistico che faunistico la catena montuosa è stata inserita  con decreto presidenziale nel Parco Nazionale d'Abruzzo nel gennaio del 1990.


Durata della tappa (in giorni): 1
Consigliata: tutto l'anno
Esperienza richiesta: sentiero EE - escursionisti esperti

Beni principali associati
gita-a-monte-mare-agosto-2008-014.jpg Monte Mare e Monte Meta
Lo spettacolo offerto dalla vetta di Monte Mare, a quota 2020 m. slm, concede uno spettacolo ampio, suggestivo ed inaspettato, con la vista del lago di Cardito in territorio laziale e di quello di Castel San Vincenzo in territorio molisano.
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GIS
fotogallery
Azioni sul documento
Comuni: Frosolone, Castel San Vincenzo, Scapoli, Capracotta, Rocchetta a Volturno
  • Punti panoramici
Periodo storico: contemporaneo, moderno
Tematismo: arte storia e cultura
Periodo consigliato:
Altro
  • Accesso facile con supporto fino alla meta
Siti web: