I cavalieri della Pentria

Un itinerario per gli amanti della storia e dell'arte equestre, tradizione tramandata sul territorio pentro dai nobili cavalieri Sanniti, perpetuata dalle famiglie nobili durante il medioevo, per giungere, ancora forte, fino ai giorni nostri.

Il titolo sintetizza le ragioni di questo percorso: Venafro è dominata da una grande montagna che presenta i segni di frequentazioni antichissime. Da lassù si domina un panorama sconfinato e i Pentri hanno utilizzato questi luoghi per dominare il nostro territorio.

L’origine di questa strategia di guerra affonda le radici nella preistoria delle nostre terre: abbiamo dalle vette dell’alto Molise  a scendere lungo la valle del Volturno un quadro geografico chiaro. Dopo un periodo di fertilità nelle valli risalente a circa un milione di  anni a.C., probabilmente si formò la prima concezione logistica che l’umanità abbia mai avuto, l’Homo Adelbergensis ha imparato ad avere un’ampia prospettiva di vastissima portata controllando le valli dalle vette.

Successivamente l’uomo preistorico ha creato degli insediamenti sui monti che dominano questa parte della provincia: ereditando questa memoria i Sanniti creano delle cinte che corrispondono alla situazione preistorica. Con il crollo dell’Impero romano e la successiva ascesa dei Longobardi viene ripresa la struttura strategica che i Sanniti avevano perfezionato. L’abilità nell’uso dei cavalli è dei Sanniti e rimane legata a questa situazione.

Perciò iniziamo dal castello di Venafro dove pregiatissimi affreschi si legano alla grande cultura italiana e dove si condensa una memoria ancestrale erede delle strategie di guerra risalenti alla civiltà orale. La cultura legata all’immagine dei cavalli trova tra XV e XVI sec. una sequenza ininterrotta nella storia dell’arte che ha celebre riscontro a Mantova con il Palazzo Te di Giulio Romano, con una corrispondenza legata alla frequentazione assidua tra i Gonzaga e i Pandone presso la corte Aragonese.

Gli affreschi del Castello Pandone a Venafro

Tappa dell'itinerario "I cavalieri della Pentria"

Percorrendo il centro storico di Venafro si giunge al Castello Pandone. Entrando dal ponte che domina il maestoso fossato, si osservano i bastioni ed i merli, le grandi finestre e gli ornamenti.  Nella corte del Castello è presente la grande scalinata che fa accedere ai saloni, all’interno dei quali si osservano i meravigliosi affreschi dei cavalli. Fu Enrico Pandone, abile e potente cavaliere, a commissionare la rappresentazione degli esemplari più belli della sua scuderia.  Il nobile Pandone, all’inizio del 1500, con grande spirito imprenditoriale, vendeva cavalli agli eserciti più potenti d’Europa.


Durata della tappa (in giorni): 1
Consigliata: tutto l'anno
Esperienza richiesta: cultura T - turistica

Beni principali associati
imageinnercontentproxy.2010-04-09.1759695294 Affreschi Castello Pandone - Venafro
All'interno delle stanze del castello Pandone di Venafro è presente una serie di affreschi raffiguranti cavalli a grandezza naturale, risalenti al secondo ventennio del 1500 e commissionati dal conte Enrico Pandone, grande appassionato dell'arte equestre.
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Castello Pandone Castello Pandone - Venafro
Il castello dei Pandone, che prende il nome dalla famiglia che per quasi un secolo ne fu proprietaria, è posto a margine dell’abitato sul Colle Sant’Angelo che domina la città di Venafro. Frutto di numerose stratificazioni edilizie che ne hanno condizionato la forma, l’edificio, oggi restaurato , è spesso utilizzato per convegni e mostre.
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Visita a Castel San Vincenzo

Tappa dell'itinerario "I cavalieri della Pentria"

Nel Centro storico di Castel San Vincenzo è osservabile la continuità ancora in vita tra ornamenti architettonici, palazzi, giardini, chiese e dimensione territoriale. Indispensabili le visite al Museo della Fauna Appenninica, alle chiese di San Martino e Santo Stefano.

Ci si sposta poi verso gli scavi di San Vincenzo, dove è possibile prenotare una guida turistica per farsi descrivere l’avvincente storia del monastero e dell’Abbazia Benedettina, risalente all’ottavo secolo d.C., ed edificata su resti risalenti al periodo romano.

Per gli amanti della natura consigliate escursioni a Monte Marrone e Monte Mare.


Consigliata: mesi primaverili
Esperienza richiesta: cultura T - turistica

Beni principali associati
Area Archeologica di San Vincenzo al Volturno Area archeologica di San Vincenzo al Volturno - Castel San Vincenzo
Lungo il fiume Volturno, nel territorio comunale di Castel San Vincenzo sono ben visibili i resti di un antico monastero benedettino. Le campagne di scavo archeologico e la storia del monastero narrata nel codice miniato “Chronicon Vulturnense” del monaco Giovanni nel XII secolo, hanno consentito di gettare luce su uno dei monumenti più importanti per la storia, l’arte, e la cultura dell’altomedievo italiano, europeo e mondiale.
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imageinnercontentproxy.2013-09-27.6803043758 Cripta dell'Abate Epifanio - Castel San Vincenzo
La cripta dell’Abate Epifanio è parte integrante del complesso monastico altomedievale di San Vincenzo al Volturno. Essa conserva un ciclo di affreschi di IX secolo, di altissima qualità, pressoché integro.
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GIS
Azioni sul documento
Comuni: Venafro, Castel San Vincenzo
  • Palazzi e dimore storiche
Periodo storico: medioevo, sannitico
Tematismo: arte storia e cultura
Periodo consigliato:
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