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I monaci benedettini tra spiritualità e arte

"Nel luogo giusto al momento giusto". Storia di un'abbazia benedettina di VIII secolo d.C. fra le più importanti d'Europa, ove la laboriosa comunità monastica ai piedi della catena delle Mainardi ha dato vita ad esempi di arte, cultura e gestione del territorio senza eguali.

 

Un itinerario non sono alla scoperta dei tesori archeologici della Pentria, ma anche e soprattutto nella storia di una comunità monastica, quella di San Vincenzo al Volturno, promotrice di un centro religioso, artistico e culturale, politico ed economico di grande spessore. Fondato da tre monaci di sangue blu agli inizi dell'VIII secolo d.C., in un luogo strategico e prospero, il monastero di San Vincenzo spicca nel panorama dei centri di culto di epoca medievale per il richiamo religioso e spirituale esercitato, per le produzioni artistiche e artigianali di cui è stata promotrice, e per il peso politico intrattenuto ora con la Santa Sede, ora con l'aristocrazia longobarda, ora con l'aristocrazia carolingia.

Vistando gli scavi archeologici, fra opere architettoniche e pittoriche che rivelano un'accurata gestione degli spazi accompagnata da un particolare senso estetico consono ad un centro di grande fama quale era il monastero di San Vincenzo al Volturno, si ha proprio la sensazione di visitare quella che da più studiosi è stata definita “la Pompei del Medioevo”.

Un'attenzione particolare merita la Cripta di Epifanio, piccolo spazio semipogeo decorato con un ciclo di affreschi che, ad oggi, rappresenta uno degli esempi più importanti della pittura altomedievale europea, sia per qualità formale, sia per stato di conservazione con il quale è giunto sino a noi.

Colle della Torre - San Vincenzo Maggiore

Tappa dell'itinerario "Alla scoperta dei monaci benedettini"

Lungo il fianco del Colle della Torre correva un loggiato che aveva un andamento parallelo a quello del corridoio Ovest, ma ad una quota più alta. Al di sopra del loggiato, il Colle della Torre si sviluppava in una serie di terrazzamenti.

Sul primo dovevano trovarsi edifici importanti del complesso monastico, tra i quali probabilmente il dormitorio, che dovrebbe a rigore di logica essere sempre in prossimità della chiesa, al fine di consentire, anche nelle ore notturne, un facile adempimento ai doveri della preghiera.

Salendo ancora sul Colle si raggiunge un pianoro sul quale sono state rinvenute delle tombe a cassa, intagliate nella roccia, probabilmente parti di un cimitero più vasto, destinato nel IX secolo ad ospitare i membri della comunità.

Sulla sommità del Colle della Torre si intravede la presenza di almeno due edifici, non ancora scavati. E' stato ipotizzato dagli archeologi inglesi negli anni '80 che l'edificio posto sul limite di questo terrazzamento sommitale dovesse essere una chiesa.

Sul lato ovest, a ridosso del Colle della Torre, oltre ad una serie di ambienti di cui non si è potuta sinora comprendere la destinazione, si ergeva la basilica di San Vincenzo Maggiore, preceduta da un'area aperta sulla quale si aprivano altri edifici, e in particolare alcune delle officine artigianali presenti all'interno del monastero.

La basilica, consacrata nell'808, ha un impianto classico a tre navate, ciascuna con un'abside. La sistemazione dell'area presbiteriale, con la pergula, la cripta e le rampe di accesso al presbiterio corrisponde a quella ipotizzata per l'antica basilica di San Pietro in Roma, con la costruzione della cripta anulare a opera di papa Gregorio I intorno al 600. Gli stessi ambienti della cripta erano voltati a botte, cosa che è ricordata anche dal Chronicon Vulturnense.

Le pareti della basilica dovevano essere, in origine, interamente affrescate. Ancora dal Chronicon Vulturnense si deduce come l'abate Ilario fece rinnovare tutta la decorazione pittorica dell'edificio. Di questo originario corredo decorativo rimangono però ben poche tracce, visibili verso l'abside, della navata posta a Nord, dove si leggono i resti di due pannelli a motivi geometrici.


Durata della tappa (in giorni): 1
Consigliata: tutto l'anno
Esperienza richiesta: cultura T - turistica

Beni principali associati
Area Archeologica di San Vincenzo al Volturno Area archeologica di San Vincenzo al Volturno - Castel San Vincenzo
Lungo il fiume Volturno, nel territorio comunale di Castel San Vincenzo sono ben visibili i resti di un antico monastero benedettino. Le campagne di scavo archeologico e la storia del monastero narrata nel codice miniato “Chronicon Vulturnense” del monaco Giovanni nel XII secolo, hanno consentito di gettare luce su uno dei monumenti più importanti per la storia, l’arte, e la cultura dell’altomedievo italiano, europeo e mondiale.
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GIS
fotogallery
Azioni sul documento
Comuni: Castel San Vincenzo, Rocchetta a Volturno
  • Culto e religione
Periodo storico: medioevo
Tematismo: arte storia e cultura
Periodo consigliato:
Mesi estivi
  • Accesso facile con supporto fino alla meta
Mappe/Carte turistiche: Mappa descrittiva dedicata
Brochures: Testi disponibili
Pannelli descrittivi: Presenti in loco
Siti web: